La città
Comacchio (Cmâc' in dialetto comacchiese) comune italiano di 23.138 abitanti in provincia di Ferrara.
Comacchio e le sue valli rappresentano il "cuore" del Delta sono di fatto il polmone verde dell'intera costa adriatica da Chioggia a Cattolica.
Le Valli di Comacchio sono il vero museo e rappresentano uno dei più importanti complessi lagunari esistenti in Italia ed in Europa.
Si estendono nelle province di Ferrara e in parte di Ravenna, per più di 11.000 ettari, tra Comacchio e il fiume Reno, e sono collegate al mare tramite i canali di Magnavacca, Logonovo, Bellocchio e Gobbino.
Formate da acqua salmastra dalla salinità molto accentuata: rappresentano un importante biotopo di zona umida ad acqua salmastra, costituito da vegetazione estrema alofila e dichiarato di interesse internazionale, in base alla convenzione di Ramsar del 1971.
Intorno alle valli si è incentrata e sviluppata la vicenda storica ed economica del territorio; si tratta di un esempio pressoché unico di integrazione tra l'ambiente naturale e l'attività dell'uomo, dove la produzione del sale e la pesca hanno sempre rappresentato le basi economiche primarie, alle quali era prevalentemente legato l’artigianato locale, essendo quasi assente l’agricoltura e mancando completamente il turismo.
Queste ultime componenti economiche si sono sviluppate quasi contemporaneamente con l’affermarsi della bonifica ed il prosciugamento di migliaia di ettari di valle, lasciandone inalterata quella parte dove ancora oggi si pratica soprattutto la pesca tipica all'anguilla con particolari strumenti chiamati lavorieri.
Comacchio, detta anche la "Piccola Venezia" conserva intatta la caratteristica di città lagunare, con le sue acque che la percorrono in lungo e in largo e per un certo tratto la cingono come un tempo, quando si potevano raggiungere soltanto a bordo di natanti.
Questo fino al 1821, anno in cui la città, sorta su tredici isole, viene unita alla terra ferma.
Il Ponte Dei Trepponti è l'emblema del luogo; da esso si disitribuiscono le acque interne per una fitta rete di canali, lungo la quale si riflettono in perfetta simmetria le case basse e varipinte della città e le file di barche dalle dimensioni più svariate. E' famosa anche per l'accoglienza turistica capace di offrire ogni servizio, per le sue spiagge, le più lunghe d'Italia, stabilimenti balneari attrezzati e curati, intrattenimenti e svaghi per ogni età.
E' possibile visitare il centro storico a bordo delle tipiche imbarcazioni denominate "batane", che praticano il servizio gratuitamente.
Si parte dal cospetto del monumentale TREPPONTI, davanti all'Antica Pescheria, e si punta direttamente verso il dirimpettaio Ponte Degli Sbirri o delle Carceri.
Accanto sorge Palazzo Bellini tipico esempio di manufatto gentilizio ottocentesco, dimora di una aristocratica famiglia comacchiese, oggi sede dell'archivio storico e della biblioteca comunale.
Nelle sue sontuose sale inoltre trova posto la Galleria d'Arte Moderna, che ospita ogni anno rassegne e mostre a livello nazionale.
Nelle vicinanze di Palazzo Bellini si trova il Museo del Carico della Nave Romana, che espone il prezioso materiale rinvenuto a bordo di una imbarcazione commerciale risalente al I secolo a.C.
La storia
Comacchio è, sotto l'aspetto paesaggistico e storico, uno dei centri maggiori del delta del Po. Ha origine circa duemila anni fa, durante la propria storia fu assoggettata al potere dell'Esarcato di Ravenna prima, del Ducato di Ferrara in seguito, per poi tornare a far parte dei territori dello Stato Pontificio.
L'etimologia del nome è incerta (greco-latino cumaculum= "piccola onda"; "raggruppamento di dossi" in etrusco). La fondazione viene attribuita agli Etruschi, che erano già stanziati nel Delta del Po. Vicino a Comacchio si trovava infatti la città etrusca di Spina.
Sorta sull'unione di tredici piccole isole (cordoni dunosi litoranei) formatisi dall'intersecarsi della foce del Po di Primaro col mare, ha dovuto orientare il proprio sviluppo, sia sul piano dell'urbanistica sia su quello dell'economia, sull'elemento acqua.
In seguito alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente Comacchio entrò a far parte dell'Esarcato d'Italia. Il primo vescovo della città di cui si ha memoria fu Pagaziano (menzionato nel 503 e nel 504). Comacchio passò poi sotto il Regno Longobardo dopo il Capitolare di Liutprando del 715 (in cui vengono descritte le norme e le tasse a carico dei comacchiesi per poter esercitare il commercio del sale nelle regioni della Pianura padana sottomesse all'autorità longobarda).
In epoca longobarda il territorio venne donato ai monaci di san Colombano nel grande Feudo monastico di Bobbio che vi installarono il loro porto fluviale, oltre che sviluppare l'agricoltura e l'allevamento e lo sfruttamento delle saline, il cui sale era trasportato in tutto il nord d'Italia. Tra i secoli VI e IX, Comacchio dispose di una delle più potenti flotte dell'Adriatico entrando direttamente in concorrenza con Venezia.
Non accettando Venezia la presenza di una avversaria nella stessa area geografica nell'anno 866 la occuparono e la saccheggiarono una prima volta.
In seguito fu più volte occupata e distrutta dai Venezianifino a passare sotto il dominio degli Estensi nel 1299.
Con l'esaurirsi della dinastia estense, nel 1598, ritornò sotto la giurisdizione della Chiesa che la pose nella neonata Legazione di Ferrara. Comacchio fece parte dello Stato Pontificio fino al marzo 1860 quando i territori delle ex Legazioni furono annessi al Regno di Sardegna per effetto dei plebisciti.
Una mirabile definizione di Comacchio è contenuta nella Gerusalemme liberata, di Torquato Tasso:
« Come il pesce colà dove impaluda / ne i seni di Comacchio il nostro mare, / fugge da l'onda impetuosa e cruda / cercando in placide acque ove riparare, / e vien che da se stesso ei si rinchiuda / in palustre prigion né può tornare, / che quel serraglio è con mirabil uso / sempre a l'entrare aperto, a l'uscir chiuso. »
(VII, 46)
Una lapide con questa citazione campeggia su una delle due torri fortificate del ponte dei Trepponti, nel cuore della città storica.
L'insularità di Comacchio ebbe fine, nel 1821, con la costruizione del terrapieno stradale che la collega ad Ostellato.
È tra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione ed è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per la sua attività partigiana durante la Resistenza italiana durante la seconda guerra mondiale.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il simbolo di Comacchio è il complesso architettonico dei Trepponti. Creato nel 1634 dall'architetto Luca Danesi, è costituito da cinque ampie scalinate (tre anteriori e due posteriori), culminanti in un piano in pietra d'Istria.
Il Duomo di Comacchio, intitolato a San Cassiano, risalente all'VIII secolo d.C., comprendeva, in origine, tre navate, mentre oggi ha un'unica navate con dodici cappelle laterali. Al suo fianco si erge la torre campanaria.
I ponti sono l'elemento qualificante del centro storico di Comacchio, dato che il centro abitato antico sorgeva su piccole isole collegate le une alle altre. Oltre ai Trepponti, un altro ponte notevole è il seicentesco «Ponte degli Sbirri».
L'ottocentesco Palazzo Bellini ospita la Galleria d'Arte Contemporanea, l'Archivio Storico, la biblioteca, e gli uffici dell'assessorato alle istituzioni culturali.
Il Museo del Carico della Nave Romana ospita il relitto di una nave commerciale di epoca imperiale, riemersa nel 1989 durante i lavori di drenaggio di un canale. La nave, in eccezionale stato di conservazione, conteneva ancora tutto il carico (anfore con derrate alimentari, lingotti di piombo, alcuni tempietti votivi in piombo). L'intero carico nonché le attrezzature e l'abbigliamento dell'equipaggio sono esposti nel museo, insieme a una ricostruzione della nave.
Tra i numerosi edifici storici di Comacchio si segnalano:
i monasteri di Santa Maria in Padovetere (nella Valle Pega)
Santa Maria in Aula Regia (X secolo)
la Torre dell'Orologio (risalente al Trecento)
la Loggia dei Mercanti o del Grano
il vecchio Ospedale San Camillo
e il Loggiato dei Cappuccini formato da 142 archi sostenuti da altrettante colonne di marmo.
Il Centro Visite del Parco del Delta del Po organizza escursioni nelle Valli di Comacchio, per mostrare le antiche pratiche di gestione della valle, pesca e marinatura delle anguille e delle acquadelle, e contrasto della pesca di frodo. All'interno della Manifattura dei Marinati sono visibili gli antichi camini, le friggitorie per le acquadelle, i locali e gli attrezzi per il trattamento e lo stoccaggio del pesce.
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Ponte dei Trepponti alla sera |
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Canale a Comacchio |
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Palazzo Bellini |
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Chiesa dei Cappuccini |
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Loggia dei Cappuccini |
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Ospedale degli Infermi |
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Canale |
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Canale |
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Valli di Comacchio |
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Bilancione di valle |
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Ponte a Comacchio |
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Presepe allestito nei canali di Comacchio |
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Valli di Comacchio |
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Torre dell'Orologio |